“Beckett on Tourette” in scena a Messina, lo stato dell’arte ai tempi della pandemia. Condizioni che ne ostacolano l’esistenza

Trascorsi tre mesi dallo spettacolo inaugurale del 29 giugno di Tino Caspanello, l’edizione decennale del Cortile Teatro Festival si avvia alla conclusione che è stata affidata allo spettacolo “Beckett on Tourette”. Uno spettacolo di semi-varietà tragi-comica come definito dal gruppo VRAB Pictures che andrà in scena domani, nell’Area Iris, con Lucilla Mininno, Giovanni La Fauci e Francesco Zecca nel ruolo sospeso di Tizio E. Una rappresentazione, che si riallaccia idealmente alla premiata web-serie di Minnino e La fauci prodotta l’anno scorso dal titolo “Dialogo contro il naufragio” e che, parte, da una delle più ricorrenti citazione di Samuel Beckett: «Quando si è nella merda non resta che cantare». Sicuramente questo è un momento storico in cui può essere molto utile cantare, anche se non basta, ad emergere in scena come già si evince dal titolo stesso, la sindrome di Tourette… «Ai tempi di una pandemia – si legge nelle note della produzione – che ha spinto le persone a rinchiudersi in casa per paura di contrarre il virus, in pochi, proteggendosi con guanti, mascherine e disprezzo sociale, trovano il coraggio di uscire per continuare a partecipare alla vita. È così che La Donna si ritrova completamente sola nello studio televisivo in cui da anni viene registrata la nota trasmissione “Cosa è successo ad un certo punto?”. Il suo compito è intervistare un ospite famoso con cui sviscerare un’urgente questione d’attualità, “Cos’è successo al mondo dell’Arte, dagli anni ’80 ad oggi?”. Durante la puntata, però, le cose non vanno esattamente come dovrebbero…». Regia e costumi di Lucilla Mininno, scenografia Giovanni La Fauci e Simone Di Blasi, musiche Di Blasi, Claudio La Rosa e Giovanni Brancati. Luci di Stefano Barbagallo e coreografie di Gaia Gemelli.

Author: Irene Galati

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