La contemporaneità ancora in scena: al Cortile Teatro Festival di Messina è la volta di Auretta Sterrantino e Michelangelo M.Zanghì

Ancora due spettacoli del Cortile Teatro Festival di Messina su temi della contemporaneità. «Il Festival, infatti – dice il direttore artistico Roberto Zorn Bonaventura – vuole essere strettamente legato al nostro tempo e quindi presentare proposte teatrali che non si sottraggono all’attualità, ma con la capacità di realizzare scelte diversamente “marchiate”, a dimostrazione di una vitalità creativa del settore che, nonostante le traversie sanitarie, non è mai uguale a se stessa ed è capace di risorgere da quelle che avrebbero potuto essere le sue ceneri». E così, l’inedito “In tacito quadrante – Per una poetica dell’impossibile” , è lo spettacolo dell’8 settembre della compagnia messinese QA-QuasiAnonimaProduzioni, che porterà in scena Giulia Messina e William Caruso. Regia e drammaturgia di Auretta Sterrantino. Musiche originali di Vincenzo Quadarella. Uno studio che segue il percorso già tracciato con “Cenere”, dell’anno scorso e che parte da “Immaginazione morta immaginate” di Samuel Beckett. Si legge nelle note di regia: «Dalla terra desolata di matrice eliotiana, popolata da un unico indefinito personaggio sempre in dialogo con il pubblico, ci spostiamo in uno spazio chiuso e definito. Qui i paesaggi non cambiano neanche nell’immaginazione, se non tra un prima e un dopo. Immaginare che l’immaginazione sia morta si rivela oggi suggestione concreta, in un mondo che sempre più si sta abbandonando a un’alta definizione che non è frutto di attenta analisi ma solo di tecnologia: l’immagine non nasce più da noi ma è calata dentro di noi dall’esterno, perdendo così tutti i suoi connotati e divenendo dato. Ancora una volta in un’atmosfera post catastrophe, veniamo proiettati in uno spazio altro, in cuiciascuno di noi ha molto di sé da riconoscere». Il 13 settembre l’attore Francesco Natoli, ben conosciuto dal pubblico del Festival, interpreta invece “Un giorno quasi perfetto” di Antonino Anelli e Michelangelo Maria Zanghì che racconta del rapporto più antico e viscerale che possa esistere: tra genitori e figli. Spettacolo presentato dalla Compagnia Santina Porcino di Patti e dai costumi ed elementi scenici, di Cleopatra Cortese.

Author: Irene Galati

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