La tradizione delle Varrette di Barcellona e di Pozzo di Gotto. La città che autotassandosi divenne regia il 2 maggio 1639

La tradizione culturale delle Varrette di Barcellona e di Pozzo di Gotto “vanta anche un primato, a dir poco, mondiale” , ad affermarlo uno storico, il prof. Antonino Saya Barresi che ha scritto un libro sulla processione delle Varrette e del Venerdì Santo a Barcellona P.G. dal titolo “Un caso di Pietas collettiva”. Il prof., che è stato ospite in una puntata speciale nel programma televisivo l’avvocato del Diavolo condotto dall’avv. Giuseppe Sottile e della Regia di Franco Arcoraci dell’emittente televisiva locale Telespazio, oltre a narrare dell’offerta in asta dell’ingente somma di 20 Mila scudi d’oro che il 2/5/1639 Barcellona offri alla città di Milazzo per riscattare la propria libertà e divenire città regia, ha espresso memoria al significato storico delle usanze religiose e della tradizione territorialmente intesa dei visillanti, ovvero di devoti che cantano in onore della celebrazione delle Varette, un canto polifonico Bizantino da cui ha avuto origine la tradizione tramandata dalle generazioni e da padre in figlio. Il testo del canto, proviene da molto lontano e precisamente da un rito che ha origine greca a discendenza Basiliana del convento di S. Maria di Gala, le cui parole, vennero dal 1400 in poi tradotte in latino. Delle date importanti, si è a conoscenza che i Misteri della passione vennero così celebrati dal 1639 in poi dalla comunità di Pozzo di Gotto e dall’1821 da quella di Barcellona. È noto che, come la recente sospensione data dal Covid, e per due anni, anche nel 1783 a causa di un terremoto, la manifestazione votiva si sospese e per un lungo periodo di 17 anni. Per concludere, ” questi riti della settimana Santa sono un patrimonio culturale, artistico,storico- sociale, basti pensare che, proprio il 20/10/2008, questo riti sono rientrati a far parte del Registro Dei beni Immateriali della Regione”, ad affermarlo Bernardo Dell’Aglio presidente dell’associazione Genius loci.

Author: Irene Galati

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