STEFANO MOLICA regista e drammaturgo di Tyndaris

Patti ha una consolidata e duratura tradizione teatrale ed è così che è cresciuto Stefano a pane e tragedia classica nel bellissimo Teatro Greco  di Tindari che è ai suoi occhi <<  uno spazio aperto non solo fisicamente ma anche spiritualmente. Ti offre una serie infinita di soluzioni sceniche e anche laddove sembra che ci siano limitazioni, alla fine ti consente di trovare sempre la soluzione più adatta ed efficace.  È il posto dove ho conosciuto il Teatro e dove sono cresciuto come regista. Lo sento come una seconda casa >>. Esordisce così Il regista e drammaturgo pattese Stefano Molica che, dopo il liceo si è trasferito prima a Bologna, dove ha frequentato il Dams e poi a Roma dove ha lavorato come aiuto regista e assistente alla regia. Ci racconta, che da lì ha messo su il carattere dice:  << facendomi le ossa e iniziando a conoscere sul campo tutti gli aspetti di questo mestiere >> .

Ed è così, che poi, una volta rientrato in Sicilia nella sua terra insieme a sua moglie Valentina Martino è riuscito a realizzare i corsi di Teatro “La Macchina dei sogni”, che sono attivi sul territorio da ormai quindici anni fra Patti, San Piero Patti, Capo D’Orlando e altre realtà della provincia. Insieme, i due hanno anche potuto partecipare  a progetti con le scuole di ogni ordine e grado sul territorio. L’attività di compagnia teatrale Nuovi Teatri vanta ormai da anni collaborazioni con artisti e produzioni di calibro nazionale.  

 Nel luogo dell’ intervista, ci racconta con grande soddisfazione che centinaia di bambini, ragazzi, giovani e adulti si sono in questi anni avvicinati al mondo del teatro, creando un vero e proprio movimento di esperienze, passione, partecipazione e creatività. Alcuni, hanno deciso di continuare il loro percorso fino a diventare dei professionisti. Di questo sono orgogliosi e contenti, tuttavia, il loro intento comune rimane quello di lavorare sulle persone e con le persone per obiettivi e finalità che, non necessariamente hanno a che fare con il mestiere dell’attore.   Perché dice << da noi si fa Teatro per conoscere sé stessi e per entrare in contatto con gli altri in un modo nuovo e diverso>>.

Stefano Molica si è creato da sé, e se  il momento più significativo della sua vita è stato proprio quando suo padre dopo uno spettacolo gli disse che gli era piaciuto moltissimo e che secondo lui poteva fare questo lavoro, come non potrebbe non credere intensamente che il suo teatro è anche un  luogo di creazione anzi dice che, per chiunque tenti di fare Teatro dovrebbe essere così. 

Cosicché dice <<  In ogni spettacolo, che è prima di tutto un’esperienza fra individui, tento di creare insieme alle persone con cui lavoro, una rappresentazione scenica che sia piena di energia creativa, di noi stessi e delle nostre vite. Ci proviamo, credendoci veramente. Il Teatro è una creazione collettiva quindi è necessario essere in sintonia completa con la gente che vi partecipa, in modo tale da costruire un’atmosfera di fiducia totale. Altrimenti la creatività dei singoli non riesce a esprimersi pienamente. Parte del mio lavoro consiste proprio in questo. Ogni spettacolo per noi è un viaggio. Dentro sé stessi e verso gli altri >>. 

Infatti- continua-  serve immaginazione e creatività proprio per  <<  essere liberi. A questo serve quello che facciamo. A trovare la nostra libertà. L’arte è prima di tutto libertà pura. Non ci sentiamo mai così liberi se non quando creiamo, immaginiamo, recitiamo. E condividere questa emozione così grande ed essenziale con il pubblico è un altro momento incredibilmente bello che solo lo spettacolo dal vivo può dare.  La mancanza di tutto ciò in questo momento ci fa capire ancora di più il privilegio e la bellezza che abbiamo a disposizione ogni volta che andiamo a vedere uno spettacolo, un concerto, un’opera. La vera libertà non è uscire a fare shopping o andare al bar. È condividere la propria interiorità con altri esseri umani nello stesso luogo e nello stesso momento. Speriamo di non dimenticarlo più >>. E sebbene sfortunatamente si sia scatenata una pandemia, molti pattesi  non dimenticheranno comunque che  << abbiamo attraversato come tutti una fase di crisi che non è ovviamente finita. Durante la stagione estiva siamo riusciti a rappresentare uno spettacolo che parlava proprio del Lockdown e delle sue conseguenze su tutti noi. In questo momento siamo fermi ma prestissimo riprenderemo con una serie di progetti a cui stiamo lavorando in questi mesi. Posso dire però che la crisi è sempre un momento di crescita. Soprattutto dal punto di vista artistico. È stata una grande occasione per riflettere e cambiare alcune cose che erano ormai passate ma di cui non c’eravamo accorti. Tutti i bambini, i ragazzi e le persone che partecipano ai nostri corsi non vedono l’ora di ricominciare. C’è tanta voglia e credo che l’espansione sarà inevitabile e fortissima una volta che riprenderemo a fare Teatro. Fermarsi a volte è essenziale per ripartire con un’altra marcia e in direzioni diverse. La nostra strada adesso è in salita ma proprio per questo ci permetterà di diventare più forti e più appassionati che mai. Ci vediamo a Teatro>>.

Author: Irene Galati

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