Riparte oggi il nuovo anno scolastico tra dubbi e perplessità

In molte Regioni, ma non in tutte, oggi si ritorna tra i banchi di scuola. Una possibilità del tutto remota se pensiamo al giorno in cui, lo scorso marzo, le porte degli istituti scolastici si chiudevano definitivamente a causa del Coronavirus, lasciando spazio alla didattica a distanza.

Ma oggi, 14 settembre dell’anno 2020, si riparte da quì, dall’istruzione. Perché non esiste alcuna forma di società civile se viene a mancare uno dei pilastri fondamentali del nostro vivere e del nostro essere ciò che siamo, la scuola. Luogo non solo di apprendimento, ma di incontro, socialità, integrazione ed inclusione. Tutto questo ci è stato bruscamente negato per mesi, ma oggi, in fase di ripartenza, quali sono le nostre sensazioni, quali i dubbi e le incertezze nell’affrontare questa “nuova scuola” e quale sarà il nostro atteggiamento verso il prossimo?

Difficoltà non solo negli approcci interpersonali, che saranno ristretti ancora per un pò, ma soprattutto logistici e tecnici: i banchi che sono stati al centro del dibattito nazionale, singoli, distanziati, igienizzati; ingrassi scaglionati alternati alla didattica a distanza, mascherine obbligatorie, distanziamento sociale, no alla ricreazione ed alle mense. Una vera e propria rivoluzione scolastica alla quale ognuno di noi, studenti e tutto il personale scolastico, dovrà abituarsi. Secondo i dati del Ministero dell’istruzione “sono oltre 8,3 milioni le studentesse e gli studenti che rientrano quest’anno tra i banchi: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie“. In particolare, con la riapertura nella maggior parte delle regioni, oltre 5,6 milioni di alunne e alunni riprenderanno le lezioni nel sistema scolastico italiano. Il Ministero ha provveduto a stilare un promemoria di comportamento e tutte le indicazioni necessarie per il rientro a scuola in una apposita pagina, consultabile sul web, visitabile su questo link: https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/ . Tra le Faq consultabili viene ribadito come l’utilizzo della mascherina, possibilmente chirurgica, rappresenti un cardine della prevenzione, unitamente alla corretta igiene delle mani e degli ambienti e alla loro costante aerazione. Tra le altre misure, poi, viene sottolineata l’importanza della misurazione della temperatura a casa al fine di evitare contagi su mezzi pubblici ed in classe.

Inoltre, secondo quanto riportato nelle linee guida e nella FaQ del Ministero della salute: “nel caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19 in ambito scolastico, le seguenti misure: informare subito il referente scolastico per Covid-19; avvisare subito i genitori dell’alunno; ospitare l’alunno in un’area apposita, in compagnia di un adulto che indossi una mascherina chirurgica; far indossare una mascherina chirurgica all’alunno se ha un’età superiore ai sei anni e se la tollera. Il personale scolastico potrà procedere all’eventuale rilevazione della temperatura corporea mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto. La scuola dovrà pulire e disinfettare le superfici della stanza o area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa.”

Ma, in mezzo a questo clima di allerta perenne, il pensiero è rivolto agli studenti ed al loro entusiamo, dopo aver vissuto un’esperienza singolare, unica nella storia. Non possiamo che augurare loro un buon inizio di anno scolastico, targato ventiventi, affinché possano ritrovare, dopo mesi di smarrimento, la gioia di imparare, di conoscere ed il desiderio di socialità perenne che da sempre, sin dalla nascita dell’uomo sulla Terra, ha contraddistinto l’essere umano.

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Author: Redazione Messina

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