Autopsia su Viviana Parisi: non si esclude nessuna ipotesi. Il suocero: “Mio figlio Daniele non ha fatto nulla, ho un’idea ma la tengo per me”

Si dovrà attendere ancora per conoscere le vere cause che hanno portato al drammatico epilogo della 43enne Viviana Parisi, scomparsa lo scorso 3 agosto ed il cui corpo è stato rinvenuto cinque giorni dopo, in avanzato stato di decomposizione, nei boschi di Caronia, a circa un chilometro e mezzo dall’autovettura abbandonata. Il cadavere presentava un foro alla caviglia, una sola ciocca di capelli e segni che farebbero pensare a delle bruciature.

Ma come è morta Viviana Parisi? Omicidio? Suicidio? Al momento si tratta di quesiti senza alcuna risposta, almeno non prima di 90 giorni perché, in sintesi, è impossibile allo stato attuale stabilire con certezza se è deceduta dopo una caduta da una grande altezza, e quindi presumibilmente dal traliccio prospiciente al punto dove è stato trovato il corpo, oppure per altre cause. “Al momento non possiamo escludere nulla, perché le lesività sul corpo che abbiamo rilevato possono essere compatibili con tutte le ipotesi possibili. Abbiamo dei dati che vanno studiati e attenzionati. Lavoreremo ad esclusione fino ad accertare con certezza la causa e l’epoca della morte”. Lo ha detto la professoressa Elena Ventura Spagnolo perito della Procura di Patti che ha eseguito l’autopsia sulla Dj. Dello studio sui dati acquisiti dall’autopsia se ne stanno occupando anche il perito della Procura di Patti, Daniela Sapienza e l’entomologo Stefano Vanin, noto per aver collaborato alla soluzione dei più efferati casi di cronaca degli ultimi anni, da Yara Gambirasio a Melania Rea, Lucia Manca ed Elisa Claps.

Ma sono anche altri gli interrogativi che al momento non trovano risposta: era sola Viviana al momento dell’incidente? È fuggita con il figlio Gioele? Lo ha ucciso e seppellito oppure lo ha affidato a qualcuno in quei 20 minuti trascorsi a Sant’Agata di Militello? Finora si tratta di sole ipotesi, ma la famiglia della Parisi chiede chiarezza e sulla vicenda parla proprio il suocero della Dj, Letterio Mondello: “Da quando c’è stato questo maledetto virus, Viviana era molto turbata. È stata anche ricoverata. Ma era dolcissima, brava e non lasciava mai il bambino. Non lo abbandonava mai. Non lo dava a nessuno nemmeno a mia moglie. È stata tre mesi a a casa con noi con il bambino”. E sottolinea: “Non ho paura che mio figlio Daniele venga coinvolto nelle indagini perché non ha fatto niente. È una bravissima persona, e ora sta malissimo. Io ho un’idea di questa vicenda, ma non dico niente. Viviana era una ragazza dolcissima che andava d’accordo con il marito e lui altrettanto con lei. Non fuggiva da nessuno”.

Intanto la Procura di Patti ha aperto un fascicolo per omicidio e sequestro di persona contro ignoti. Un atto dovuto poiché si brancola ancora nel buio e le indagini si presentano ancora piene di incognite, a causa di assenza di testimoni, tanto che il procuratore Cavallo ha rilanciato l’appello agli automobilisti che hanno visto l’incidente della donna sull’A20 avvenuto il 3 agosto: “Faccio un appello a tutte le persone che hanno assistito ad una scena alquanto strana. Si presentino in qualunque posto di Polizia per raccontare ciò che hanno visto. Hanno davvero compiuto un’opera meritoria e dunque non hanno assolutamente nulla da nascondere. Ci dicano ciò che sanno”.

Fonte: messinaindiretta

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Author: Redazione Messina

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