Il mondo dello spettacolo messinese piange la scomparsa del “Barone” Francesco Scattareggia

Un vero professionista del settore, instancabile ricercatore di talenti, originario di Valdina ma Messinese di adozione, che sarà sicuramente ricordato per la sua spiccata professionalità, umanità, onestà e grande amore per la musica e per la vita stessa.

Alla celebrazione funebre erano presenti tantissime persone ed autorità che, seppur nel rispetto delle misure anti coronavirus, non hanno voluto rinunciare a dare l’ultimo estremo saluto ad un uomo, ad un Artista con la A maiuscola, che tanto ha dato alla cultura della nostra città, a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni’ 90, sino ad oggi insieme con il figlio e nonché Assessore spettacolo ed Eventi Giuseppe Scattareggia. Questo a dimostrazione che le porte della sua casa sono state sempre aperte a tutti gli artisti, emergenti e non, con i quali ha instaurato nel tempo, profondi legami professionali, ma anche e soprattutto di stimata amicizia.

Il “Barone”, questo era appellativo che gli era stato amorevolmente conferito dai messinesi, esordì all’età di 17 anni esibendosi nelle serate delle rassegne estive del famoso Irrera a mare degli anni ’50. Fu lo storico ideatore, nel 1967, del primo concerto nel campo sportivo di Spadafora (e quindi per gli Stadi) condotto da Enzo Tortora e Nuccio Costa e con le storiche esibizioni di straordinari artisti, quali Claudio Villa, Nilla Pizzi, Teddy Reno, Rita Pavone, Jimmy Fontana e molti altri ancora.

Ha realizzato Eventi memorabili per la Sicilia e lavorato con i più grandi artisti del palcoscenico e della musica italiana: Mike Bongiorno, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, I Pooh, Fausto Leali, Nico dei Gabbiani, Gianni Morandi, Angelo Branduardi, Antonello Venditti, Anna Oxa, Mario Merola, Fiorella Mannoia, Donatella Rettore, Umberto Tozzi, Tiziana Rivale dei Gips King, Stefania Cento, I Cugini di Campagna e tanti altri.

Ma non solo: il suo grande intuito artistico lo portò a divenire scopritore e divulgatore di talenti nel Cabaret, come Toti e Totino, Gigi Miseferi e Giacomo Battaglia e delle Tradizioni popolari, a cui era particolarmente legato, delle Attività Bandistiche, della Danza nazionale ed internazionale e dei Corte storici. Nel 2017 festeggiò i suoi 50 anni di carriera e con la sua impresa, condivisa con la sua adorata famiglia.

Quest’ultima si preoccupò di esaudire il suo ultimo grande desiderio, ossia quello di aver intonata dal tenore Giuseppe Mastrojeni ai suoi funerali la famosa canzone “Grazie dei fior”.

Il ricordo del “Barone” resterà vivo nei cuori di chi lo ha amato, tuttavia ciò che resta adesso è invece un grande vuoto qui su questa vita terrena, per l’intera città di Messina che piange la scomparsa di un uomo che ha creduto nella gente e che ha promosso la cultura e la musica, perché lui per primo ha capito quanto fosse importante dare spazio alle cose belle che questa terra, la Sicilia, è in grado di poter dare.

Grazie Francesco, grazie per ciò che hai seminato … l’amore.

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Author: Redazione Messina

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