Il “Pugno d’Italia”

Torna il calcio giocato e con lui tutte le storture di un sistema che ormai ha veramente ben poco di credibile. Dal lontano 1980 ormai che al mondo del calcio si legano vicende giudiziarie che ne hanno di fatto drogato l’essenza di sport marchiandolo definitivamente come un’industria fabbrica soldi. Negli anni il calcio ha dimostrato di non avere alcun rispetto neanche dei valori fondamentali della vita e tutto questo sempre sotto gli occhi silenziosi di addetti ai lavori, politici, tifosi e in alcuni casi anche della stampa.Le cadute di livello di quello che ancora i romantici definiscono lo sport più bello del mondo sono figurine di un album di pagine infinite. La finale di coppa campioni allo stadio Heysel, la partita Polonia Italia, giocata nel giorno di Nassiriya nonostante i 19 militari morti. Poteva il calcio non allinearsi al politicamente corretto? No, e così la finale di coppa Italia è stata preceduta dall’esecuzione dell’inno di Mameli affidata ad uno statunitense che dimenticando alcune parole ha concluso l’esibizione farlocca salutando con il pugno chiuso. Una caduta di livello che offende il simbolo nazionale che non ha e non deve avere alcun colore politico. Inutile chiedersi chi abbia consentito questa “rappresentazione” che rimane comunque un’ennesima mortificazione ad una Nazione alla quale si vuole togliere anche quel minimo di dignità rimastole, e non c’è da sorprendersi visto l’andazzo.

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Author: Marzio Costa

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