Il ministro Gualtieri: “Bonus 80 euro non sarà eliminato”

”Il bonus di 80 euro non sarà eliminato”. E’ quanto dice il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Anche se, precisa, ”è intenzione del governo avviare un più generale ripensamento e riforma dell’Irpef e del sistema fiscale”. Risponde poi alcune domande sulla sanità e la Pa. ”Ci sono incrementi sul fondo sanitario nazionale? Sì. Ci sono le risorse per il rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione? Sì”.

”L’aumento dell’iva non è una delle fonti finanziamento della manovra” ma ”questo non esclude che si possano valutare delle rimodulazioni che possano puntare a rendere più equo ed efficace il meccanismo” che possa ”costituire un volano per meccanismi d’incentivo a forme di pagamento digitale”. Quindi alla domande se sono escluse possibili rimodulazioni delle aliquote la risposta è ”no”. ”Grazie alla rinnovata fiducia nei confronti del Paese e al coinvolgimento attivo dei cittadini, delle forze sociali, produttive e intellettuali siamo convinti poter cogliere le sfide che il paese avrà di fronte, perseguendo sull’orizzonte della legislatura una politica di bilancio responsabile, orientata alla crescita, alla sostenibilità ambientale e sociale”. ”L’Italia è un paese solido, con finanze pubbliche sane e sostenibili, che ha mostrato doti di resilienza anche nelle fasi più difficili”.

”La pressione fiscale, che sarebbe aumentata dal 41,9% al 42,6%, scenderà di diversi decimali e vorrei sottolineare sia rispetto al tendenziale 2020 sia rispetto al 2019”. ”L’obiettivo principale sarà evitare l’inasprimento della pressione fiscale e, quindi, disattiveremo le clausole di salvaguardia evitando l’aggravio dell’iva”. Nell’azione programmatica il governo ”intende rifinanziare e rinnovare una serie politiche in scadenza, destinando le risorse in favore degli investimenti in innovazione, efficienza energetica, rinnovo del patrimonio edilizio e pubblico impiego”. Gli spazi a disposizione, prosegue il ministro, ”verranno utilizzati per iniziare a introdurre nuove politiche per rilanciare la crescita, lo sviluppo, in particolare del mezzogiorno, e la sostenibilità ambientale”. Tra queste rientrano ”la riduzione del cune fiscale sul lavoro, il rilancio degli investimenti pubblici, l’aumento delle risorse destinate all’istruzione, alla ricerca scientifica e tecnologica, e sostenere e rafforzare il sistema sanitario universale”.

”Nel 2020-2022 stanzieremo circa 9 miliardi” che andranno in due fondi d’investimenti” che nell’arco di 15 anni diventeranno 55 miliardi. Il risparmio tendenziale legato alla riduzione dello spread è pari a ”6,8 miliardi per la spesa per interessi”, calcola il ministro, definendola “una cifra significativa”. ”L’intenzione del governo non è di eliminare ma di non confermare” l’innalzamento della flat tax a 100.000 euro. Una misura che non è entrata in vigore e ”la cui realizzazione non è stata neanche chiesta”. Per quanto riguarda invece l’attuale flat tax attuale, fino a 65.000 euro, ”il mio giudizio è che si tratta di una misura che presenta numerosi profili critici e, tuttavia, l’orientamento del governo che si tradurrà nelle misure in manovra, è quello di evitare interventi che modifichino le regole in gioco in misura troppo incisiva”. L’ipotesi secondo cui le famiglie possano fare da sostituti d’imposta delle persone che lavorano come badanti, precisa, invece, ”è una fake news”.

Share:

Author: redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *