Crisi di governo, M5S al fianco di Conte. Grillo chiude con Salvini

Un incontro con tutti i vertici 5S. A Marina di Bibbona, domenica, Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Paola Taverna e i capigruppo di Senato e Camera, Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, “si sono ritrovati compatti nel definire Salvini un interlocutore non più credibile”.

Tra crisi, staccando “la spina al governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo”, e retromarcia (tentando di “dettare condizioni senza alcuna credibilità”), il M5S non ha dubbi sul fatto che il ministro dell’Interno sia “un interlocutore inaffidabile. Dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi” si legge in una nota pentastellata. “Il Movimento – conclude – sarà in Aula al Senato al fianco di Giuseppe Conte il 20 agosto”.

Le elezioni, anche se non vanno considerate una ‘patologia’, sono l'”ultima ratio”. Per Romano Prodi – che lo scrive in commento in prima pagina sul “Messaggero” – bisogna fare il possibile per evitarle, preparando “le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione. È un compito difficilissimo ma non impossibile”. Anche per l’ex premier e commissario Ue la base di una nuova coalizione potrebbe essere quella che ha votato per l’elezione di Ursula von der Leyen alla guida della commissione europea. Prodi inoltre elenca i punti programmatici di un possibile contratto di governo: Europa, “la riorganizzazione degli strumenti necessari per la ripresa economica”, difesa dei diritti civili e sociali (welfare, scuola, sanità); politiche dell’immigrazione concertate con la Ue. “Non sarà certo facile – ammette Prodi – trovare l’unità necessaria per definire questo programma fra partiti che si sono tra di loro azzuffati per l’intera durata del governo e che hanno perfino un diverso concetto del ruolo delle istituzioni nella vita del Paese (…) In genere, in questi casi, si deve pensare a qualcosa che possa perlomeno potersi paragonare a un congresso di partito”. “Non ho la minima idea di come possa svolgersi un congresso dei 5Stelle – continua Prodi – perché sono cresciuto con la convinzione che per confrontarsi sia necessario almeno guardarsi in faccia, ma ho un’idea ben chiara sulla necessità di aprire un dibattito nell’ambito del Pd così che la posizione prevalente possa portare avanti in modo credibile e fermo le decisioni prese, senza che esse vengano continuamente messe in discussione anche ponendo sul tavolo ipotesi di scissione”.

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Author: redazione

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