Crisi di governo, la Lega presenta la mozione di sfiducia al premier Conte

Il 2 giugno 2018 sembra lontano anni luce. La prima uscita ufficiale del premier Conte, investito da Mattarella col sostegno dei 5 stelle e Lega (uscito dalle urne con l’alleanza a Forza Italia) dava l’input ai 14 mesi del governo del cambiamento, dicevano gli aficionados. Oggi Salvini parla di urne, Come se le prerogative del presidente della Repubblica “utilizzate” per il governo giallo-verde adesso non esistessero più. Dopo la rottura, con l’apertura della crisi di governo, la Lega presenta in Senato la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. “Troppi ‘no’ (da ultimo il clamoroso e incredibile ‘no’ alla Tav) fanno male all’Italia che invece ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta”, fanno sapere dal partito di via Bellerio. “Chi perde tempo danneggia il Paese e pensa solo alla poltrona”. Parole che seguono quelle di Salvini che, parlando da Termoli, in Molise, ha detto: “Sento che ci sono toni simili tra Renzi e Di Maio”, il loro “governo sarebbe inaccettabile per la democrazia”. A stretto giro la replica del M5S: “Caro Salvini stai vaneggiando, inventatene un’altra per giustificare quello che hai fatto, giullare” si legge in una nota. “Questa storia di Di Maio-Renzi è una fake news di Salvini per nascondere il tradimento del contratto di governo e del Paese”.

E se nessun incontro è previsto al momento al Quirinale per il premier Conte – a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio “passerà la giornata lontano dai riflettori, tra la sede di governo e la famiglia” – in queste ore Salvini ha invece inviato un sms a tutti i parlamentari della Lega per rientrare a Roma.

SMS SALVINI – Il leader ha dato appuntamento alla Camera per le 18 di lunedì 12; giornata in cui, al Senato, è stata convocata (alle 16) la capigruppo che deciderà quando si dovrà votare la mozione di sfiducia a Conte, presentata dal Carroccio. Inoltre, a quanto si apprende, la riunione dei capigruppo della Camera è stata convocata per martedì 13 agosto, alle 12.

SFIDUCIA PD – In tema di mozioni di sfiducia, il Pd chiederà di calendarizzare al Senato quella al ministro dell’Interno Salvini prima della mozione di sfiducia al presidente Conte, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari dem, ricordando come la stessa mozione contro il titolare del Viminale presentata alla Camera (e calendarizzata il 12 settembre a Montecitorio) sia sta presentata a suo tempo anche a Palazzo Madama. Per questo, il presidente dei senatori Andrea Marcucci chiederà nella capigruppo di lunedì di rispettare l’ordine cronologico e calendarizzare prima la mozione dem.

ASSEMBLEA 5S – Secondo quanto riferito da fonti del M5S, l’assemblea congiunta dei parlamentari 5Stelle si terrà intanto lunedì mattina alle 10:30. E il MoVimento, nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte tra gli altri – oltre a Luigi Di Maio – Alessandro Di Battista, Paola Taverna, Nicola Morra, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Massimo Bugani, Francesco D’Uva, Giancarlo Cancelleri, Stefano Patuanelli e Davide Casaleggio – concorda che contestualmente al ritorno al voto sia prioritario approvare con l’ultimo voto la riforma per il taglio di 345 parlamentari.

Andiamo al voto tagliando 345 poltrone. Completiamo l’opera. Tagliamo il prima possibile quelle poltrone, anche prima delle discussioni in Parlamento sulle mozioni di sfiducia a Conte. Ci manca un voto e taglieremo 345 stipendi, 345 poltrone e gli italiani avranno un Paese che spreca di meno e investe di più, visto che si risparmieranno 500 milioni di euro da investire in strade, scuole e abbassamento delle tasse”, è stato il ragionamento dei presenti.

PARLAMENTARIZZARE LA CRISI – La Lega prende comunque in mano l’iniziativa “per parlamentarizzare la crisi” di governo: la mozione di sfiducia al Senato punta ad accelerare i tempi per sciogliere il rebus della gestione della crisi, voluta dal ministro dell’Interno. “Serve a fare chiarezza, per ufficializzare la crisi” tagliano corto dal Carroccio. Ora la palla passa alla presidente Casellati, con la riunione di lunedì che servirà a calendarizzare la mozione che, in base al Regolamento, va “discussa nella seduta che il Senato stabilisce, sentito il governo, e comunque non prima di tre giorni dalla sua presentazione”.

Il documento potrebbe quindi essere posto all’ordine del giorno già dalla prossima settimana. Richiesta che potrebbe essere avanzata dal Carroccio e che, tuttavia, per essere accolta dovrà trovare il consenso della maggioranza dei Gruppi parlamentari. Altrimenti la discussione e il voto potrebbero slittare alla settimana dopo ferragosto.

IL TESTO DELLA MOZIONE – “Visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento del Senato della Repubblica” la Lega “esprime la propria sfiducia al governo presieduto dal prof. Giuseppe Conte” si legge nel testo di sfiducia depositato in Senato, dove si afferma che “l’esame in aula delle mozioni riguardanti la Tav ha suggellato una situazione di forti differenze di vedute, tra le due forze di maggioranza, su un tema fondamentale per la crescita del paese come lo sviluppo delle infrastrutture”. La Lega ricorda come sul tema dell’alta velocità “si è verificata la situazione paradossale che ha visto due membri del governo presenti esprimere due pareri contrastanti”.

E ancora: “Il presidente del Consiglio non era presente in aula, nel momento delle votazioni sulle citate mozioni, per ribadire l’indirizzo favorevole alla realizzazione dell’opera che egli stesso aveva dichiarato pochi giorni prima nell’altro ramo del Parlamento” sottolinea il testo, a prima firma di Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato del Carroccio. “Le stesse divergenze si sono registrate su altri temi prioritari dell’agenda di governo quali la giustizia, l’autonomia e le misure della prossima manovra economica”.

LA GIUSTIZIA – E proprio sulla giustizia l’intevento di Salvini. “Dai giudici di Bologna altra sentenza a favore degli immigrati, nonostante il ricorso del mio ministero: il prossimo governo dovrà fare una vera riforma della Giustizia, non viviamo in una ‘repubblica giudiziaria’” dice il ministro dell’Interno, commentando la notizia del Tribunale collegiale di Bologna che ha ritenuto inammissibile il reclamo del Viminale contro l’ordinanza che aveva imposto al comune di Bologna di iscrivere all’anagrafe una donna armena richiedente asilo.

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Author: redazione

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