Corteo No Tav a Chiomonte, “Grillo mi ha deluso”

Abbiamo riempito la valle, ci sono migliaia di bandiere No Tav. E’ bellissimo”. Esultano gli organizzatori della marcia verso il cantiere di Chiomonte. “Guardate quanti siamo, facciamoci un applauso. Al governo dopo 20 anni non hanno ancora capito nulla: qui c’è una valle che ha fatto della coerenza quotidiana il suo motto”, hanno aggiunto.

Il corteo si è diviso in due a Giaglione. Alcuni sono andati per un sentiero della montagna mentre la maggior parte dei circa 10mila partecipanti prosegue sulla via principale, anche se gli organizzatori parlano di 15mila presenze.

Ci siamo e ci saremo la Valsusa è nostra e la difenderemo”. Questo lo slogan con cui i manifestanti avanzano. In testa lo striscione con la scritta “La valle che resiste. No Tav“. “I popoli in rivolta scrivono la storia, no Tav fino alla vittoria”, ripetono i militanti in marcia.

“Spero la manifestazione di oggi sia una bella manifestazione, bagnata ma partecipata, fatta con la testa e non con la pancia perché chi oggi tira una pietra, una castagna o qualunque cazzata sappia che lo fa solo per fare un regalo a Salvini, non certo per il No Tav “. Parla Alberto Perino, leader storico del movimento No Tav, nella giornata della marcia al cantiere di Chiomonte. “Non mi interessa sentire Beppe Grillo – ha aggiunto – mi è bastata la sua dichiarazione. Sono deluso perché lo stimavo e ora non lo stimo più. Non ho capito la sua presa di posizione”. Perino ha, quindi, rinnovato l’auspicio che oggi “tutti ragionino con la testa e non con la pancia per non fare un regalo a Salvini e al questore”. “Siamo qui – ha ribadito – per ricordare che ci siamo, c’eravamo e saremo sempre”.

Intanto pioggia e vento si sono abbattute sul Festival dell’Alta Felicità in corso a Venaus. Il temporale, che si è scatenato con furia sulla Borgata 8 dicembre, sta provocando il fuggi fuggi dei partecipanti che stanno cercando riparo sotto i vari gazebo. Gli organizzatori hanno invitato alla calma, confermando che la marcia al cantiere di Chiomonte è confermata. Ieri, per l’allerta meteo, Marco Rey, sindaco del Comune di Giaglione, ha emesso un’ordinanza per segnalare che la strada comunale oltre la frazione San Giovanni che conduce alle vigne e a Chiomonte, che nel caso di forti temporali diventerebbe “di estremo pericolo”. A causa della pioggia c’è stata una frana proprio di fronte al campeggio organizzato al Festival.

“Se troveremo sul percorso il blocco della Polizia con i New Jersey di cemento ce lo mangeremo a morsi”: lo dice Emilio, uno dei partecipanti. “Sono qui dalla Sicilia per mia figlia che abita qui – spiega Emilio – questa opera è solo un grande inquinamento del territorio. Se ci saranno scontri è perché li hanno voluti loro, noi faremo una passeggiata pacifica”.

Intanto, sono arrivati stamattina al Festival anche alcuni esponenti dei Gilet Gialli francesi. “Grazie per l’invito – ha detto una esponente del movimento sul palco – sono una mamma con tre bambini e ho iniziato la mia militanza per la legge sui ferrovieri fatta nel 2018 da Macron. Il capitalismo non accetta la rivoluzione, io ho perso tre mesi di stipendio per uno sciopero ma poi ho continuato la lotta. Poi è esplosa un’altra collera, quella della tassa sulla benzina che colpisce i più fragili e che è anche una questione ecologica. Abbiamo fatto una grande mobilitazione e non solo delle marce simboliche. Noi siamo arrivati fino agli Champs Elyses, luogo simbolo della borghesia parigina. E così – aggiunge la rappresentante dei Gilet Gialli – abbiamo fatto tremare il Governo tanto che Macron aveva un elicottero pronto sulla sua residenza per poter fuggire. La nostra determinazione è grande”.

“La vostra lotta è la nostra lotta”, hanno replicato i No tav. “Il Movimento non è finito – hanno detto le due rappresentanti francesi – siamo sempre qui perché la determinazione è essenziale nella lotta. Siamo fiere di far parte di questo collettivo e ci batteremo di nuovo e per sempre perché il capitalismo è il vero veleno”.

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Author: redazione

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