Roma, in Campidoglio la camera ardente per Luciano De Crescenzo

Scrittore, regista, attore e autore, Luciano De Crescenzo è stato un’artista poliedrico, legatissimo alle sue origini napoletane. Nato il 20 agosto 1928 nel borgo di Santa Lucia, è morto ieri pomeriggio a Roma. I suoi primi successi sono stati legati alla divulgazione ironica della filosofia. Fu autore di bestseller tradotti in decine di lingue. Successivamente si era affermato come regista, attore e conduttore televisivo. La camera ardente sarà allestita venerdì 19 luglio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. L’apertura al pubblico sarà dalle 10 alle 20.

Lo scrittore napoletano era ricoverato al Policlinico universitario Gemelli Irccs per le conseguenze di una grave malattia, riferisce una nota dell’ospedale romano: “Era ricoverato da circa due settimane presso l’unità operativa complessa di pneumologia del Gemelli, diretta dal Professor Luca Richeldi. Accanto a lui i familiari e gli amici più cari”, tra cui Renzo Arbore e Marisa Laurito, “che lo hanno accompagnato anche null’ultima fase della sua malattia”.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali dello scrittore napoletano, disponendo che sugli edifici pubblici le bandiere siano poste a mezz’asta.

ARBORE – “Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo perdiamo tutti un grande amico. Era un maestro per tutte le cose belle che c’ha fatto conoscere. È una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso”, ha commentato Renzo Arbore che, all’Adnkronos, ha detto: Ho tanti, tantissimi ricordi con lui. Abbiamo avuto un’amicizia che non si è mai incrinata nemmeno per un attimo“. “Abbiamo fatto insieme film, zingarate, trasmissioni tv e passato tanto tempo insieme. Quando lui scriveva i suoi libri, spesso io li presentavo. E in tanti anni non abbiamo mai avuto nemmeno una discussione, come due persone che si vogliono molto bene. Luciano era persona buonissima, non l’ho mai sentito parlare male di qualcuno, nemmeno quando un critico bocciava una sua opera”, ha sottolineato Arbore. “Gli unici litigi li faceva con i computer, con cui lui aveva a che fare, da ingegnere informativo, quando ancora noi non sapevamo nemmeno cosa erano”, l’artista. “Tra le altre cose che ho imparato di lui, forse la più importante è l’umorismo napoletano raffinato, di cui era maestro. Da signore quale era. Con Marisa Laurito e altri amici stiamo pensando al modo migliore per salutarlo. Credo che lo ricorderemo domani in Campidoglio e dopodomani lo accompagneremo a Napoli, doveva voleva essere riportato assolutamente”, ha concluso.

DE LUCA – “E’ stato una delle figure più belle, più semplici, più rappresentative dell’umanità e della cultura meridionale”, ha scritto su Facebook il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “Il filosofo di Napoli, della nostra terra Ha saputo interpretare al meglio il senso della storia che è dentro la gente del Sud: questo senso non significa solo non avere l’ansia, l’affanno e l’ossessione della corsa alla ricchezza, ma anche un senso umano delle relazioni tra gli uomini che forse è andato perdendosi negli ultimi tempi. Gli siamo infinitamente grati”, ha concluso.

DE MAGISTRIS – “Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano”. Inizia così il messaggio di cordoglio del sindaco di Napoli Luigi de Magistris per la scomparsa di Luciano De Crescenzo. “Persona di estrema intelligenza – aggiunge de Magistris – enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano mancherà molto a Napoli e alla sua gente, lo ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine”.

WERTMULLER – “Sono molto dispiaciuta, se ne è andato un grande amico, un uomo geniale, una persona molto intelligente. Sentiremo molto la sua mancanza”. Così Lina Wertmüller all’Adnkronos ricorda Luciano De Crescenzo, che nel 1990 recitò accanto a Sophia Loren e Luca De Filippo in ‘Sabato, domenica e lunedì’ diretto proprio dalla regista e che poi nel 2001 fece la sua ultima apparizione in una fiction, sempre della Wertmüller, dal titolo ‘Francesca e Nunziata’ nel ruolo di un boss mafioso.

D’AGOSTINO – “È dura parlare oggi di Luciano perché abbiamo passato tanto di quel tempo insieme. Non me la sento di raccontare il personaggio, è sempre stato una persona. E la sua energia era accompagnata da quel disincanto napoletano che lo rendevano unico”. Così Roberto D’Agostino ricorda all’Adnkronos l’amico Luciano De Crescenzo. “Aveva un amore per il suo pubblico incredibile. Non ha mai avuto alcun tipo di supponenza, era molto diverso da tutto il resto del mondo intellettuale italiano, che infatti non lo ha mai amato, non lo ha mai preso sul serio. Lui faceva un lavoro egregio di divulgazione e aveva quella filosofia napoletana che lo aiutava a sdrammatizzare tutto. Se ne fotteva. Ma resta il fatto che gli è mancato quell’applauso che invece meritava”, ha concluso.

D’ANGELO – “Lo conoscevo da sempre, ho imparato tutto da lui”. Così Nino D’Angelo all’Adnkronos. “Quando arrivai a Roma negli anni ’80 giocavamo insieme nella Nazionale attori -racconta il cantautore- con noi c’erano anche Troisi, Verdone e Montesano. Luciano amava molto la canzone napoletana e adorava la sua città, infatti non la giudicava mai perché diceva sempre che era troppo di parte”, conclude D’Angelo.

BRANDUARDI – “Oggi è il 32 Dicembre. Ingegnere, grande filosofo, scrittore, attore, regista, musicista. Camilleri già ha trovato una compagnia, e che compagnia! Grazie per aver fermato il Tempo… non solo Napoli ti piange”, ha scritto su Facebook Angelo Branduardi.

LAURITO – “Una cosa che sanno in pochi e che mi fa sorridere anche in questa giornata tristissima è che quando mi regalava i suoi libri mi scriveva naturalmente una dedica, ma non solo, tra le pagine mi scarabocchiava a matita degli epiteti irripetibili per vedere se lo chiamavo, perché sarebbe stata la prova che davvero avevo letto il libro”. Marisa Laurito cerca di trattenere la commozione mentre ricorda con l’AdnKronos l’amico Luciano De Crescenzo. “Eravamo lì con lui quando se n’è andato, insieme a Renzo Arbore, alla figlia e a tutti i suoi cari”, aggiunge. “Sono molto triste e avvilita – prosegue – Luciano era prima di tutto un grandissimo amico, che mi ha regalato sempre gioia e che mi ha accompagnata in tutti questi anni. Non ho mai passato un Natale senza di lui. Faceva parte della mia famiglia: qualche volta era padre, qualche volta figlio. Giocavamo sempre anche a stabilire chi era il mio migliore amico tra lui e Renzo (Arbore, ndr.). Luciano è stato basilare nella mia vita. Non mi ha mai tradito e mi ha offerto sempre la sua ironia e la sua cultura mai banale. Aveva il dono di trovare sempre una prospettiva originale nell’osservare ogni cosa o ogni fenomeno. Una dota unica”, conclude l’attrice-conduttrice.

COSTANZO – ”Era il 1977 e conducevo ‘Bontà loro’ in Rai e De Crescenzo aveva pubblicato ‘Così parlò Bellavista’. Grazie al nostro incontro davanti alle telecamere del servizio pubblico il suo romanzo diventò un caso letterario. Io e Luciano ci siamo voluti molto bene”. Così Maurizio Costanzo ricorda con affetto Luciano De Crescenzo.

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Author: redazione

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