1984 – CRONACA

STRAGE DI NATALE – RAPIDO 904

Un tranquillo weekend natalizio che si trasforma in un attimo in un bagno di sangue; si può riassumere così la Strage di Natale, avvenuta il 23 dicembre.

Sono da poco passate le 19, quando il Rapido 904 imbocca la galleria che collega Bologna a Firenze.

Sul treno, i passeggeri si preparano a godere del fine settimana , in un’atmosfera di festa e relax, con le famiglie pronte a riunirsi per celebrare il Natale.

Intorno alle 19:08, all’interno della Grande Galleria dell’Appennino, in località Vernio, l’esplosione violentissima: il convoglio si trasforma in un’infernale trappola di fiamme, lamiere contorte e schegge di vetro.

La detonazione fu causata da una carica di esplosivo radiocomandata, posta su una griglia portabagagli del corridoio della 9ª carrozza di seconda classe, a centro convoglio.

In una frazione di secondo, la gioia e la felicità vengono rimpiazzate dal panico e dalle urla disperate dei passeggeri, rimasti isolati dentro a ciò che resta del treno.

La macchina dei soccorsi si mise immediatamente in moto, in primis con il personale del treno che cerca di aiutare come può i feriti, in un’ambiente reso acre dal fumo e buio per via della mancanza di elettricità all’interno della galleria. Nonostante le condizioni ambientali estremamente avverse, l’operato dei soccorritori fu ammirevole per l’efficienza dimostrata, tanto che, pochi anni dopo, il servizio centralizzato di Bologna Soccorso sarebbe diventato il primo nucleo attivo del servizio di emergenza 118.

L’acre odore di polvere da sparo avvertito dai soccorritori fece intuire che si trattò di un attentato mafioso, il primo realizzato con un telecomando a distanza. L’obiettivo era uccidere quante più persone possibili: si intuì dalla scelta di azionare il dispositivo nel momento in cui il treno era dentro la galleria, amplificando così la forza distruttiva della detonazione.

Le indagini successive all’attentato, portarono all’arresto di Guido Cercole e Pippò Calò: nel covo dei due arrestati , un edificio rustico vicino Rieti, vennero rinvenute attrezzature ed esplosivi compatibili a quelli adoperati per la strage. Entrambi furono condannati all’ergastolo.

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Author: redazione

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