1980 – CRONACA

STRAGE DI USTICA (27 GIUGNO)

Gli anni ’80 iniziano nel segno di alcuni eventi tristemente passati alla storia, destinati a sconvolgere l’opinione pubblica dello Stivale: tra questi, va sicuramente menzionata la strage di Ustica.

Il 27 giugno 1980,l’aereo DC9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo, fece perdere le sue tracce in prossimità dell’isola di Ustica.

Nell’incidente , persero la vita tutti gli 81 passeggeri (tra cui 13 bambini) presenti a bordo del velivolo.

Nella ricostruzione degli avvenimenti, il volo IH870 era partito dall’aeroporto Marconi in ritardo, ed era atteso allo scalo di Punta Raisi. Alle 21.21 il centro di controllo di Marsala avvisò la Difesa Aerea di Martinafranca del mancato arrivo del velivolo; furono così avviate le operazioni di ricerca e soccorso.

La caduta in mare non fu preceduta da alcun SOS. Dopo una notte di ricerche serrate ( a cui si unirono anche alcune imbarcazioni), la mattina del 28 giugno furono avvistati i resti del DC9: le operazioni si protrassero fino al 30 giugno, recuperando 39 vittime degli 81 passeggeri, ed alcune parti dell’aereo.

L’ipotesi più accreditata fu quella di un coinvolgimento militare tra Francia, Libia e Stati Uniti. Si parlò di un presunto combattimento aereo, in cui un caccia NATO sparò un missile verso un MIG dell’aviazione nordafricana, e il DC-9 si trovò sulla linea di fuoco, venendo erroneamente colpito dal missile.

Questa tesi fu avvalorata dal ritrovamento di un pezzo di missile, non molto distante dal luogo in cui fu ritrovato il relitto dell’aereo.

Di recente (gennaio 2013), una sentenza della Corte di Cassazione sembra confermare questa tesi ; tale sentenza condanna i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento di oltre 100 milioni di euro per tutti i familiari delle vittime.

STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA (2 AGOSTO 1980)

L’estate italiana del 1980 fu scossa da un attentato, la cui eco riverbera tutt’oggi.

Alle 10.25 del 2 agosto, una bomba esplose all’interno della stazione ferroviaria di Bologna Centrale, causando la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200.

L’esplosivo , di fabbricazione militare ,era stato piazzato in una valigia posta nella sala d’aspetto dell’ala ovest.

La deflagrazione fu talmente violenta che investì anche il treno Ancona-Basilea, che in quel momento si trovava in sosta al binario.

I soccorsi furono immediati , e i bolognesi fornirono il loro aiuto mettendosi a disposizione dei soccorritori . Simboli di questa pagina nera della storia italiana furono infatti l’orologio, fermo alle 10.25 ,e l’autobus della linea 37, usato per trasportare i feriti.

Su questa triste vicenda non si è riusciti ancora a fare piena chiarezza; gli esecutori materiali dell’attentato furono individuati tra le fila del movimento neofascista (Valerio Fioravanti e Francesca Mambro), ma i mandanti della strage non vennero mai identificati.

SISMA IN IRPINIA (23 NOVEMBRE 1980)

Il 1980 vide il verificarsi di una catastrofe naturale che scioccò l’Italia: il sisma che colpì l’area dell’Appennino Meridionale tra la Campania e la Basilicata.

Sono da poco passate le 19.30, quando una scossa di terremoto di magnitudo 6.9 sconvolse l’intera area, 90 secondi in cui vennero rasi al suolo interi paesi: gli effetti, tuttavia, si estesero a una zona molto più vasta, interessando praticamente tutta l’area centro meridionale della penisola.

La gravità della tragedia si inizia a percepire solo nella notte seguente; strade bloccate, popolazione nel panico, ferrovie inutilizzabili : l’Italia era letteralmente spaccata in due.

L’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, sorvolando le zone colpite dal sisma, si rese conto in prima persona della distruzione causata dal terremoto.

Case, chiese, scuole, edifici pubblici: non è rimasto più nulla in piedi, solo un mare di macerie che si estende per chilometri, un paesaggio spettrale rotto dalle comunicazioni tra i soccorritori, alla ricerca disperata di sopravvissuti.

Il bilancio finale è tragico: quasi tremila morti, 280.000 sfollati e oltre 8000 feriti.

In questo momento drammatico, l’Italia fa sentire la sua vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma; arrivarono centinaia di volontari da ogni parte del Paese, per aiutare sia i civili che i soccorritori.

Inconsapevolmente, furono gettate le basi per quella che , in futuro, sarebbe diventata la Protezione Civile.

Share:

Author: redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *